Metodo

L'ordine dei controlli

Il protocollo è fisso e parte sempre dalla stessa domanda: chi gestisce il servizio. È l'unica domanda da cui dipendono tutte le altre, perché senza un soggetto identificato non esistono obblighi, contratti né controparti.

Dopo l'identità vengono i documenti, poi i registri pubblici di vigilanza, poi il modulo di raccolta dati, poi le condizioni economiche e infine la procedura di prelievo. Il numero dei passi cambia da una verifica all'altra, perché cambia quello che c'è da guardare, ma l'ordine no: si va da ciò che regge tutto il resto verso ciò che ne dipende.

Che cosa conta come risposta

Un passo si considera chiuso quando esiste un documento pubblico che risponde alla domanda. Una pagina promozionale non è un documento. Una frase pronunciata al telefono non è un documento. Una schermata senza intestazione societaria non è un documento.

Quando manca la fonte, il passo resta aperto e viene dichiarato aperto. Non usiamo formule morbide per coprire un'assenza di dati: un controllo non concluso si scrive per esteso nell'elenco dei punti non verificati, in cima alla pagina, dove si legge per primo.

I registri pubblici

Interroghiamo i registri delle autorità di vigilanza per denominazione completa e per varianti di scrittura del nome, e annotiamo la data della ricerca. La data compare su ogni verifica.

Sull'interpretazione siamo espliciti, perché è il punto in cui è più facile ingannare il lettore. L'assenza di un nome da un registro non dimostra da sola che l'attività sia irregolare. Dimostra che non esiste un'autorizzazione verificabile e che, in caso di problema, non esiste un'autorità con competenza sul caso. È un'informazione diversa, ed è quella che scriviamo.

Numeri e affermazioni

Ogni cifra citata in una verifica deve avere una fonte indicabile. Percentuali di operazioni vincenti, rendimenti, depositi minimi, commissioni, numeri di clienti e numeri di licenza provengono dal materiale promozionale dell'operatore, e in quel caso lo scriviamo, oppure da un documento di un'autorità, e in quel caso lo citiamo.

Non generiamo esempi numerici plausibili per rendere un testo più concreto. Un numero inventato resta un numero inventato anche quando è verosimile, e su questo tipo di argomento è la forma di errore più dannosa.

Che cosa non possiamo osservare

Non apriamo conti e non versiamo denaro. Le fasi che si vedono solo dall'interno, cioè le telefonate successive alla registrazione, l'operatività reale e l'esito di una richiesta di prelievo, non le descriviamo come se le avessimo attraversate. Descriviamo invece che cosa rende una di quelle fasi reclamabile e che cosa la lascia fuori da ogni tutela.

Correzioni e diritto di risposta

Ogni operatore può rispondere senza condizioni e senza pagamento. Le risposte vengono pubblicate accanto ai controlli che riguardano, con la data di arrivo, e non ne modifichiamo il senso.

Quando una correzione cambia la sostanza di una verifica, la pubblichiamo come correzione con la sua data, nominando l'affermazione precedente invece di cancellarla in silenzio. Il lettore ha diritto di sapere non solo che cosa scriviamo oggi, ma anche che cosa abbiamo scritto ieri e perché è cambiato.