Questa verifica ruota attorno a una sola parola. Epic Hub Lotemax si presenta come un punto di accesso, un collegamento tra chi si registra e un intermediario che opera davvero sui mercati. È una costruzione comoda: sposta la responsabilità su un soggetto terzo e allo stesso tempo lo tiene fuori dall'inquadratura.
Il protocollo che segue serve a rispondere a una domanda sola, declinata in cinque controlli: chi è quel soggetto terzo. Se il nome esiste ed è verificabile, la parola hub descrive un servizio reale. Se il nome non c'è, la parola hub non descrive niente.
Come si presenta Epic Hub Lotemax nel proprio materiale promozionale
Servizio descritto negli annunci come un punto di accesso che mette in contatto l'utente con un intermediario per operare sui mercati, utilizzabile dal browser dopo la registrazione.
Pro
- L'iscrizione viene presentata come gratuita nella pagina di raccolta contatti.
- Il servizio è descritto come utilizzabile senza installare software.
- La promozione afferma che non serve esperienza precedente.
I punti qui sopra riassumono ciò che l’operatore dichiara sulla propria piattaforma. Non li abbiamo verificati.
Contro
- L'intermediario a cui il servizio dichiara di collegarsi non viene mai nominato.
- Non esiste documentazione contrattuale consultabile prima della registrazione.
- Le condizioni economiche compaiono solo dopo aver lasciato un recapito telefonico.
- Senza una società identificata non c'è un'autorità competente per un reclamo.
Controllo 1. Il nome dell'intermediario
Cercato nel materiale promozionale, nella pagina di registrazione e in tutto il percorso visibile prima del modulo. Non compare. Il testo parla di partner, di accesso ai mercati e di esecuzione, sempre al passivo e sempre senza soggetto.
Questo esito non è un dettaglio di trasparenza. Un servizio di mera introduzione che non nomina l'intermediario introduce verso un'entità sconosciuta, e chi si registra accetta una condizione che non può leggere.
Esito: nessun nome trovato.
Controllo 2. Il nome di chi gestisce il punto di accesso
Se il secondo anello della catena manca, resta il primo. Anche qui la domanda è elementare: chi gestisce il sito che raccoglie i dati. Un'informativa sulla privacy conforme lo direbbe nella prima riga, perché deve indicare il titolare del trattamento.
Non abbiamo trovato un'informativa che nomini un titolare. Il risultato è che i dati personali vengono raccolti da un soggetto non identificato, e la richiesta di cancellazione, che per legge sarebbe un diritto esercitabile, non ha un destinatario a cui essere inviata.
Esito: nessun titolare indicato.
Controllo 3. I registri pubblici
Il 16 settembre 2026 abbiamo interrogato per nome i motori di ricerca dei registri di vigilanza pubblici elencati in fondo a questa pagina. Abbiamo provato la forma completa e le varianti di scrittura più probabili. Nessuna corrispondenza.
Vale la precisazione di sempre, perché senza di essa il dato viene letto male. Un registro vuoto non certifica un illecito. Dice che nessuna autorità ha rilasciato un'autorizzazione a quel nome, quindi nessuna autorità ha il potere di intervenire se qualcosa va storto.
Esito: nessuna corrispondenza.
Controllo 4. Le condizioni economiche
Il quarto passaggio cerca i numeri: deposito minimo, commissioni, spread, costi di inattività, costi di prelievo. Sono dati che un intermediario autorizzato pubblica in un documento informativo, perché deve.
Nel percorso pubblico non ne abbiamo trovato nessuno. Le condizioni, secondo quanto lascia intendere il materiale promozionale, vengono comunicate a voce dopo la registrazione. Una condizione economica comunicata a voce è esattamente ciò che non si può opporre a nessuno: non è firmata, non è datata e non esiste in nessun archivio se non nella memoria di chi ascolta.
Esito: nessuna condizione pubblicata.
Controllo 5. Che cosa succede dopo l'invio del modulo
Qui non stiamo verificando questa piattaforma in particolare, e lo scriviamo per non lasciare equivoci: stiamo descrivendo come funziona la raccolta contatti in questo settore, un meccanismo documentato da anni di segnalazioni delle autorità europee.
I dati inseriti in un modulo di questo tipo non restano dove sono stati scritti. Vengono smistati verso centri contatti in base al paese di provenienza, ed è il motivo per cui due persone che si registrano lo stesso giorno da paesi diversi parlano con interlocutori diversi e ricevono condizioni diverse. Il marchio dell'annuncio funziona da porta d'ingresso, non da fornitore del servizio.
Esito: meccanismo generale noto, applicazione a questo caso non verificabile.
La somma dei cinque controlli
Cinque passaggi, cinque esiti aperti. Il nome dell'intermediario non c'è, il titolare del trattamento non c'è, i registri non restituiscono nulla, le condizioni economiche non sono pubblicate e il destino dei dati non è accertabile dall'esterno.
Questo non significa che chiunque usi questo nome stia truffando qualcuno, e non lo scriveremo mai sulla base di un registro vuoto. Significa che la verifica non ha nulla su cui appoggiarsi, e che un versamento fatto oggi si appoggerebbe alla stessa identica assenza.
Come chiudere i controlli da soli
Una sola e-mail, scritta prima di versare, chiude tre passaggi su cinque. Chiedi il nome completo e la sede della società che riceve i dati, il nome completo e il numero di iscrizione dell'intermediario che esegue gli ordini, e il documento con le condizioni economiche. Se la risposta arriva, la verifica nei registri pubblici richiede un minuto. Se la risposta viene rinviata due volte, la verifica è già finita.
Domande frequenti
Se è solo un punto di accesso, la responsabilità non è dell'intermediario?
In teoria sì, ed è proprio per questo che il nome dell'intermediario è il dato più importante dell'intera pagina. Quando non viene indicato, la catena di responsabilità si interrompe al primo anello: chi raccoglie i dati dice di non eseguire gli ordini, e chi li eseguirebbe non è identificabile. In quella situazione non esiste nessuno a cui contestare qualcosa.
Come faccio a sapere chi eseguirà davvero i miei ordini?
Chiedendolo per iscritto prima di versare denaro, e pretendendo due elementi: il nome completo della società e il numero di iscrizione presso un'autorità di vigilanza. Una risposta che si limita a un nome commerciale o a un marchio non è una risposta. Con il numero di iscrizione la verifica nei registri pubblici richiede un minuto.
Il fatto che chiedano un documento di identità è un buon segno?
No, e questa è una delle confusioni più diffuse. La verifica dell'identità viene eseguita anche da operatori privi di autorizzazione: serve loro a selezionare chi pagherà e a rendere più difficile una successiva contestazione. Il segnale che conta è un altro, cioè a nome di quale società i documenti vengono richiesti.
Ho già inviato i miei dati. Che cosa posso fare adesso?
Prima di tutto non versare nulla finché non hai il nome della società per iscritto. Poi metti in conto che il numero di telefono verrà utilizzato: puoi bloccare i contatti indesiderati e, in Italia, segnalare le chiamate promozionali non richieste. Se hai già inviato copia di un documento, conservane la prova e tieni sotto controllo eventuali utilizzi anomali.